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Dokument-Nr. 1087
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro
München, 29. März 1923

Regest
Bezug nehmend auf seinen Bericht vom 18. März über die Hochverratsklage gegen Georg Fuchs in München berichtet Pacelli von den Angriffen deutsch-nationaler und sozialistischer Zeitungen gegen den Heiligen Stuhl wegen angeblicher Unterstützung der separatistischen Bestrebungen in Bayern. Der "Bayerische Kurier" verteidigte den Heiligen Stuhl, und der Nuntius selbst gab einige vertrauliche Informationen zu dessen tatsächlicher Haltung an die bayerische Regierung weiter. Ferner weist Pacelli auf eine anonyme, an den ehemaligen Kaiser Wilhelm II. adressierte, antijesuitische Schrift hin, die der "Bayerische Kurier" in derselben Ausgabe veröffentlichte. Die Jesuiten sollen mit den Juden und Freimaurern im Krieg gegen Deutschland gearbeitet haben, um die protestantische Vormachtstellung Preußens nachhaltig zu schwächen. Zudem soll der Orden in Russland gegen die russisch-orthodoxe Kirche agieren sowie in Mittel- und Westeuropa unter anderem mit Mussolini und Poincaré den rheinischen und den bayerischen Separatismus befördern. Wie Pacelli vom Münchener Erzbischof Kardinal Faulhaber erfuhr, wurde diese so bizzare und boshafte Schrift von Wilhelm II. an Wilhelm von Hohenzollern-Sigmaringen weitergeleitet, der diese dann weiteren katholischen Persönlichkeiten zukommen ließ. Letzterer hält das Pamphlet für eine Fälschung, das angesichts der gegenwärtigen Spannungen im Reich jedoch nicht ignoriert werden sollte. Der Nuntius hält es in diesem Zusammenhang für erwähnenswert, dass ihm Kardinal Faulhaber und andere Persönlichkeiten einen in protestantischen Kreisen wachsenden Neid auf das steigende Ansehen des Heiligen Stuhles in Deutschland referiert haben, der zu Schwierigkeiten führen könnte.
Betreff
Attacchi contro la S. Sede ed i Gesuiti per pretesa partecipazione a movimenti separatistici in Baviera
Eminenza Reverendissima,
Facendo seguito al mio rispettoso Rapporto N. 26845 in data del 18 corrente circa il processo iniziato contro il Prof. Fuchs, compio il dovere di riferire all'Eminenza Vostra Reverendissima che alcuni organi della stampa, così tedesco-nazionale come socialista, hanno attaccato in questi ultimi tempi la S. Sede, quasi che essa avesse partecipato a movimenti separatistici in Baviera. Il giornale cattolico Bayerischer Kurier N. 86 del 27 corrente (cfr. Allegato ) ha respinto energicamente le stolte accuse ed io, da mia parte, non ho mancato, per ogni buon fine, di dare a questo Governo qualche informazione verbale e riservata <sull'attitudine>1 correttissima tenuta dalla S. Sede medesima in occasione della visita (di cui il Governo stesso aveva già avuto sentore) del suddetto Prof. Fuchs a Mons. Nunzio Apostolico in Parigi.
Nello stesso Numero il Bayerischer Kurier ha pubblicato altresì uno scritto anonimo (colla data di Innsbruck
68v
1 Dicembre 1922), recante la firma "Un fedele vecchio ecclesiastico tirolese", ed indirizzato già al ex-Kaiser Guglielmo. Esso è una volgare diatriba contro i Gesuiti, i quali vengono accusati di avere, allo scopo di ricondurre il mondo cristiano nel seno di Roma, lavorato cogli ebrei e colla frammassoneria giudaica nella guerra contro la Germania, per indebolire definitivamente la preponderanza protestante della Prussia. La pace di Versailles, contro la quale il Papa non ha protestato, sarebbe stata il risultato dell'azione comune degli ebrei e dei Gesuiti. Ora poi, mentre questi <ultimi>2 agirebbero in Russia in stretta unione col giudaico Governo dei Soviety contro la chiesa russo-ortodossa e soprattutto contro l'alto clero appartenente alla medesima, tenderebbero d'altra parte, nell'Europa centrale ed occidentale, insieme con Mussolini, Poincaré e la Polonia, alla neutralizzazione della Renania ed al distacco del territorio della Ruhr e dell'Hannover dalla Prussia; e specialmente sul Danubio, cercando di attirare nella combinazione la Casa dei Wittelsbach, mirerebbero, mercé l'unione alla Baviera dell'Austria, eventualmente della Cecoslovacchia, e in ogni caso della Turingia meridionale, alla formazione di un forte Stato indipendente e separato dalla Germania con tendenze completamente ultramontane.
Un così stravagante e malevolo scritto, come ho appreso
69r
dall'Emo Sig. Cardinale Faulhaber, fu dall'ex-Imperatore inviato al Principe Guglielmo di Hohenzollern-Sigmaringen, e questi alla sua volta ne ha mandato copia, secondo che risulta dalla lettera da lui diretta il 15 Febbraio scorso al medesimo Eminentissimo, "a pochi personaggi particolarmente degni di fiducia od importanti per le loro relazioni con Roma ed il Vaticano", tra i quali il Principe Rupprecht di Baviera, il Re di Sassonia, gli Emi Bertram e Schulte, l'Arcivescovo di Friburgo, l'Arciabate di Beuron, l'Abate di Maria Laach, il Sig. von Kahr, il Barone von Cramer-Klett e l'attuale Rettore della Università di Monaco, Sac. Prof. Pfeilschifter. Il menzionato Principe di Hohenzollern-Sigmaringen, il quale è cattolico (l'Eminenza Vostra ricorderà certamente che il S. Padre Benedetto XV di f. m. nel Febbraio 1921 fu padrino della primogenita delle sue nepoti), ritiene bensì che si tratti di una mistificazione, in quanto che secondo ogni probabilità lo scritto non proviene da "un fedele vecchio ecclesiastico tirolese"; tuttavia, in considerazione delle attuali circostanze politiche e del bisogno di unione nel popolo tedesco, la quale potrebbe essere messa in grave pericolo da dissensi <confessionali>3 e da contrasti fra il Sud ed il Nord della Germania, egli crede che esso non debba essere preso alla leggera e (cosa ben strana) non si perita <, sempre nella succitata lettera,>4 di ag-
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giungere "esser forse richiesto dalla saggezza e dalla prudenza di seguire con attenzione, nella forma il più possibile circospetta, le relazioni dei Gesuiti cogli Stati dell'Intesa, cogli ebrei e col Grand'Oriente"!
Ad ogni modo, come mi faceva osservare lo stesso sullodato Eminentissimo ed ho inteso rilevare anche da altri personaggi, vi è attualmente nei circoli protestanti in Germania, gelosi del crescente prestigio della S. Sede, un vivo fermento ed un rincrudito livore contro la Chiesa cattolica, il quale si manifesta con numerosi indizi e potrà creare non lievi difficoltà.
Chinato umilmente al bacio della s. Porpora con sensi di profondissima venerazione ho l'onore di confermarmi
Di Vostra Eminenza Reverendissima
Umilissimo Devotissimo Obbligatissimo Servo
+ Eugenio Pacelli Arcivescovo di Sardi
Nunzio Apostolico
68r, in der oberen rechten Ecke hds. von unbekannter Hand, vermutlich vom Empfänger, notiert: "Gli Allegati sono stati presi da Mons. Pizzardo".
1"sull'attitudine" hds. eingefügt von Pacelli.
2"ultimi" hds. eingefügt von Pacelli.
3"confessionali" masch. eingefügt, vermutlich vom Versender.
4", sempre nella succitata lettera," hds. eingefügt von Pacelli.
Empfohlene Zitierweise:
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro vom 29. März 1923 , in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 1087, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/1087. Letzter Zugriff am: 23.08.2019.
Online seit 24.10.2013, letzte Änderung am 25.02.2019