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Dokument-Nr. 2175
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro
München, 24. Juni 1918

Regest
In Ergänzung zu seinem Bericht vom 17. Juni 1918 gibt Pacelli einen Auszug aus einem Schreiben des Militärkaplans in Cellelager, Aloys Beckmann, wieder, das ihn soeben erreichte. Auch dieser versucht ihn, wie schon vorher der Militärarzt Franz Rolshoven, von seinen Empfehlungsschreiben für italienische Offiziere abzubringen, da die meisten von diesen ungläubig seien, einen schlechten Einfluss ausübten und der päpstlichen Fürsorge unwürdig seien. Unter diesen befänden sich auch Juden, Atheisten, Feinde der Religion und Träger von Geschlechtskrankheiten. Die päpstlichen Empfehlungen für diese haben bei den treukatholischen italienischen Offizieren eine große Unzufriedenheit ausgelöst. Der Kaplan bittet, in Übereinstimmung mit katholischen deutschen Offizieren, um eine sorgfältige Prüfung der Empfohlenen, da ansonsten die Unwürdigen zu Lasten der Würdigen profitieren. Hierzu bietet er seine Dienste und die des Arztes Rolshoven an. Ansonsten könne, so die Lagerleitung, einer so großen und wahllosen Zahl von Empfehlungen nicht entsprochen werden. Pacelli antwortete ihm ähnlich wie dem Militärarzt Rolshoven, aber bat auch darum, die Namen der guten Offiziere mitzuteilen, damit er sie empfehlen und sie unter Umständen auch finanziell unterstützen könne.
Betreff
Sulle raccomandazioni a favore di prigionieri italiani
Eminenza Reverendissima,
Facendo seguito al mio rispettoso Rapporto N. 7266 in data del 17 corrente, compio il dovere di trascrivere qui appresso all'Eminenza Vostra Reverendissima, tradotto dal tedesco, il seguente brano di una lettera, giuntami ora, del sacerdote Aloys Beckmann, Cappellano militare di Cellelager, al quale mi sono in parecchi casi rivolto per notizie e raccomandazioni di prigionieri italiani ivi internati:
"Sono giunte al Comando del Campo, specialmente in questi ultimi tempi, per il tramite di Vostra Eccellenza numerose raccomandazioni a favore di ufficiali italiani prigionieri, in parte anche colla preghiera di esaminare se essi potevano venire presi in considerazione per uno scambio. Le ultime di essi provenivano anzi dallo stesso S. Padre. Pur trop-
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po mi veggo costretto di comunicare a Vostra Eccellenza che gli ufficiali raccomandati in grande – per non dire in massima – parte non erano degni della speciale cura di Sua Santità e di Vostra Eccellenza. Ciò vale anche per gli ufficiali, che sono stati a me particolarmente raccomandati come cappellano del Campo. Ripetutamente ho dovuto constatare che essi erano increduli e non solo non frequentavano essi stessi la chiesa, ma cercavano altresì di esercitare sui loro compagni la peggiore influenza. Tra i prigionieri ultimamente raccomandati al Comando si trova un gran numero di ebrei, di atei, di uomini apertamente ostili alla religione, ed anzi una rilevantissima parte di essi ha anche malattie veneree. Questi ultimi non possono essere presi in considerazione per lo scambio. Tali raccomandazioni a favore di simile gente hanno sollevato viva disapprovazione e malcontento fra i buoni ufficiali italiani cattolici. Inoltre Vostra Eccellenza comprenderà pure che qui non pochi provano pena nel vedere che le raccomandazioni della più alta Potestà ecclesiastica a favore di soggetti così indegni passano per tutti i possibili gradi delle Autorità laiche. Ieri stesso da vari ufficiali cattolici tedeschi, addetti a questo Comando, sono stato pregato di richiamare su di ciò l'attenzione di Vostra Eccellenza.
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Essi avevano l'impressione che la caritatevole attività del Santo Padre e di Vostra Eccellenza viene soverchiamente sfruttata da gente, la quale non merita affatto questa speciale sollecitudine, e ciò a danno di coloro, che sarebbero degni di ogni soccorso. A mio avviso, dovrebbe compiersi una più accurata investigazione, prima di presentare la richiesta ufficiale alle Autorità militari. Tanto io come anche il medico del Campo Dottor Rolshoven, buon cattolico ed altamente stimato da tutti gl'internati italiani, siamo pronti a collaborare a tale scopo; né da ciò deriverebbe un notevole ritardo per l'eventuale rimpatrio dei singoli prigionieri. Finalmente quella previa indagine sarebbe particolarmente opportuna anche per la ragione che – come mi è stato manifestato dal Comando – è impossibile, pur col miglior buon volere, di aver riguardo a tutte quelle così numerose e promiscue raccomandazioni".
Ho risposto all'ottimo e zelante Cappellano in termini analoghi a quelli già da me usati per il summenzionato Dottor Rolshoven (cfr. citato Rapporto N. 7266); l'ho inoltre pregato d'indicarmi i nomi dei buoni ufficiali, cui egli allude, affinché io possa raccomandare essi pure, aggiungendo anzi che, se alcuno di loro ha bisogno di aiuto in danaro (non essendo pur troppo in grado, nelle presenti circostanze locali, d'in-
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viare viveri od indumenti), sono pronto a fornirglielo.
Nella speranza di non aver troppo male interpretato le Auguste e caritatevoli intenzioni del Santo Padre, ed in attesa di quelle istruzioni che all'Eminenza Vostra piacesse d'impartirmi al riguardo, m'inchino umilmente al bacio della Sacra Porpora e con sensi di profondissima venerazione ho l'onore di confermarmi
Di Vostra Eminenza Reverendissima
Umilissimo Devotissimo Obbligatissimo Servo
+ Eugenio Arcivescovo di Sardi
Nunzio Apostolico
Empfohlene Zitierweise:
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro vom 24. Juni 1918 , in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 2175, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/2175. Letzter Zugriff am: 17.10.2019.
Online seit 17.06.2011, letzte Änderung am 29.09.2014