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Dokument-Nr. 305
Schioppa, Lorenzo an Gasparri, Pietro
München, 06. Dezember 1918

Regest
Schioppa erhielt aus sicherer Quelle die von der provisorischen Regierung streng geheim gehaltene Proklamation des Feldmarschall Kronprinz Rupprecht vom 10. November 1918. In dieser protestiert der Kronprinz gegen die Revolution ohne Mitwirkung der gesetzgebenden Gewalt und der Gesamtheit der bayerischen Bürger in Heer und Vaterland. Volk und Dynastie in Bayern hätten das Recht, über die künftige Staatsform durch eine aus freien Wahlen legitimierte Nationalversammlung zu entscheiden. Für diese müssten auch die von der Front heimkehrenden Soldaten abstimmen können. Die bayerischen Soldaten und Bürger hätten zu entscheiden, ob sie mit der herrschenden Dynastie weiter gemeinsam wirken wollen. Angesichts der Tatsache, dass weder der König formal abgedankt, noch der Kronprinz auf den Thron verzichtet hat, könnte dieses Dokument von nicht zu vernachlässigendem Wert für die Zukunft Bayerns sein und es ist, wie Schioppa am 2. Dezember berichtete, nicht auszuschließen, dass es zu einer Restauration der Monarchie in Bayern kommt. Der katholische "Bayerische Kurier", der täglich eine kämpferische Haltung gegen die provisorische Regierung, besonders gegen Eisner einnimmt, hat am 3. Dezember einen bedeutsamen Artikel über Kronprinz Rupprecht veröffentlicht, der in allen bayerischen Zeitungen nachgedruckt wurde. Nach dem Dementi, dass Rupprecht sich in Brüssel oder der Schweiz befinde, sondern der Kronprinz sich vielmehr in einem Schloss nahe München aufhalte, versuche der Artikel zu beweisen, dass der Kronprinz in vielen militärischen und politischen Fragen, besonders was den Frieden im Weltkrieg anging, eine völlig andere Haltung als die Reichsregierung und besonders die Oberste Heeresleitung eingenommen habe. Seit der zweiten Schlacht an der Somme 1916 sei er zu einem Friedensschluss entschieden gewesen und besonders Anfang 1918 wollte er nach dem Frieden im Osten anstelle einer Westoffensive Friedensverhandlungen und hat in diesem Sinne eine Denkschrift an den Kaiser und eine weitere Schrift an den Kanzler verfasst. Der "Bayerische Kurier" versucht so den Kronprinzen von der Verantwortung für die gegenwärtige Katastrophe Deutschlands freizusprechen und für ihn die Sympathien der Bevölkerung zu gewinnen, so dass eine Restauration der Monarchie in Bayern weniger unwahrscheinlich geworden ist.
Betreff
Del Kronprinz di Baviera
Eminenza Reverendissima,
Sono in grado di inviare qui appresso <a>1 Vostra Eminenza Reverendissima un documento tenuto segretissimo da questo Governo provvisorio, ma che mi è riuscito ad avere da fonte sicura.
Si tratta di un proclama-protesta pubblicato al fronte per ordine del Feldmaresciallo, Principe Ereditario Rupprecht di Baviera, appena avuta la notizia della Rivoluzione scoppiata in patria.
Il proclama tradotto dice: "Nella mia qualità di Principe Ereditario protesto contro la Rivoluzione politica che fu compiuta senza cooperazione del potere legislativo e della universalità dei cittadini Bavaresi nell'esercito e nella Patria. Il popolo Bavarese e la dinastia principesca, che da centinaia di anni è con esso congiunta, hanno il dritto di chiedere che la forma dello Stato venga stabilita da una costituente Assemblea Nazionale, risultante da elezioni libere generali. È una evidente esigenza che ai soldati, che ritor-
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nano dal fronte, sia concessa la possibilità di dare il loro voto. I soldati Bavaresi allora, in accordo coi cittadini Bavaresi in patria, avranno a decidere come vorranno risolvere la questione di una collaborazione colla loro dinastia principesca per l'avvenire.
Quartiere Generale, 10 Novembre 1918.
Firmato: Rupprecht Kronprinz von Bayern".
A mio umile giudizio questo documento, messo in relazione col fatto che Sua Maestà il Re di Baviera non ha formalmente abdicato, né il suddetto Principe Ereditario ha rinunziato al trono, questo documento, dico, potrebbe essere di non trascurabile valore per l'avvenire politico della Baviera e potrebbe confermare quanto ho avuto l'onore di riferire a Vostra Eminenza col mio rispettoso Rapporto N. 11100 del 2 corrente, che cioè non è del tutto da escludersi una restaurazione monarchica in Baviera. Pel momento alcuni fanno il nome del Principe Rupprecht come possibile Capo della Repubblica Bavarese.
Intanto il cattolico Bayrischer Kurier , che di giorno in giorno acquista maggiori simpatie e più larghe aderenze pel suo atteggiamento combattivo contro il Governo Provvisorio e specialmente contro il Ministro Presidente Eisner, ha pubblicato, nel Numero del 3 corrente, un notevole articolo –
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che è stato riprodotto da tutti i giornali Bavaresi – sul Kronprinz Rupprecht di Baviera.
Il giornale, dopo avere smentito che il Kronprinz Bavarese si trova in Bruxelles o in Svizzera, ed avere affermato che invece il Principe vive in un castello presso di Monaco, cerca dimostrare che il Kronprinz di Baviera in molte questioni militari, politiche e specialmente relative alla pace si è messo in un punto di vista spesse volte diverso da quello di Berlino ed anche da quello del Supremo Comando Militare.
Il Bayrischer Kurier asserisce che il Principe Rupprecht per la prima volta dopo la seconda battaglia della Somme, nel 1916, era decisamente per concludere la pace. Con particolare energia – continua il giornale – il Kronprinz Bavarese, nei primi mesi di quest'anno, parlò in favore dei preliminari di una pace, fondandosi su questa ragione, che cioè il momento in cui le truppe tedesche divenivano libere nell'Est doveva considerarsi particolarmente favorevole non per una offensiva ma per una proposta di pace. Il Principe Rupprecht – narra il citato giornale – aveva anche presentato in un Memoriale questo punto di vista al Cancelliere ed in un altro urgente Scritto all'Imperatore, in cui egli con particolare energia esponeva il parere che la Germania dovesse in tutti modi concludere la pace.
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Fin qui il Bayrischer Kurier, il quale – è chiaro – cerca di scagionare il Principe Ereditario Bavarese dalla gravissima responsabilità della immane catastrofe, che ha travolta la Germania, e così aumentargli le simpatie del popolo, evidentemente, per rendere meno impossibile una futura restaurazione monarchica.
Inchinato umilmente al bacio della Sacra Porpora, con sensi di profondissima venerazione ho l'onore di confermarmi
di Vostra Eminenza Reverendissima
Obblmo devmo umilmo servo
Lorenzo Schioppa
Uditore.
1"a" hds. eingefügt, vermutlich von Schioppa.
Empfohlene Zitierweise:
Schioppa, Lorenzo an Gasparri, Pietro vom 06. Dezember 1918 , in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 305, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/305. Letzter Zugriff am: 26.02.2020.
Online seit 02.03.2011, letzte Änderung am 29.09.2014