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Dokument-Nr. 9014

[Erzberger, Matthias]: Il riconoscimento della Lituania, quale Stato libero e indipendente, da parte del g overno tedesco, 27. März 1918

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Il Governo germanico aveva sempre dichiarato di non avere intenzione di annettersi territori conquistati ma di voler, anzi, attuare una politica corrispondente ai desideri dei popoli separatisi dalla Russia e al loro diritto di decidere della loro sorte. Ebbene su questa via si è compiuto ancora un passo innanzi negli ultimi giorni. Dopoché le Potenze centrali, già nel novembre 1916, avevano ristaurato il Regno indipendente della Polonia e il 16 marzo 1918 riconosciuta l'indipendenza del ducato di Lituania, l'Imperatore di Germania, nella sua qualità di rappresentante dell'Impero, ha, adesso, il 25 corrente, riconosciuto pure lo Stato indipendente di Lituania, annuendo ad una preghiera rivoltagli dalla Dieta nazionale lituana.
Una Dieta nazionale lituana venne costituita nel settembre 1917, in Vilna, e i suoi lavori furono inaugurati il 18 settembre con un servizio divino nella cattedrale, dove da centocinquant'anni non si era più predicato in lingua lituana. Terminata la funzione religiosa, duecento rappresentanti di tutti i ceti, le classi e i partiti del paese si adunarono a congresso e il 21 settembre venne eletta una rappresentanza nazionale lituana. La quale fu riconosciuta pure dalle organizzazioni lituane in Berna e in Stoccolma.
L'11 dicembre la Dieta lituana votò la seguente deliberazione:
"La Dieta nazionale lituana, riconosciuta dai Lituani all'interno e all'estero del paese come l'unica rappresentanza legittima del popolo lituano, proclama, sul fondamento del riconosciuto diritto dei popoli di
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disporre di se stessi e della deliberazione del Congresso lituano in Vilna, dal 18 al 23 settembre 1917, la restaurazione di uno Stato lituano indipendente con Vilna a capitale, e il suo distacco politico dai popoli con i quali unito fu sin qui.
Costituendo questo Stato e per la tutela dei suoi interessi nelle trattative di pace, la Dieta nazionale invoca la protezione e l'aiuto dell'Impero germanico. In considerazione degli interessi vitali della Lituania e desiderando di giungere, quanto prima, stretti e durevoli rapporti con l'Impero germanico, la Dieta nazionale si pronuncia a favore di un'alleanza perpetua dello Stato lituano con l'Impero germanico, alleanza che deve realizzarsi principalmente con una convenzione militare, una convenzione circa i trasporti e un'unione doganale e monetaria."
Il Governo germanico si mantenne, dapprima, riservato verso questa deliberazione, perché allora la situazione nell'Est era troppo incerta e non permetteva una decisione definitiva. Inoltre avevano avuto principio i negoziati di pace con la Russia. Ma pure fra i Lituani stessi non esisteva ancora un'opinione concorde, come si manifestò nel fatto che il gruppo socialista di sinistra non volle rompere ogni sua relazione con la Russia. Perciò anche nelle trattative di pace con la Russia non si fece, da principio, una dichiarazione d'indipendenza della Lituania al Governo russo. Tale dichiarazione fu fatta solo più tardi. Il gruppo socialista, vistosi sopraffatto dal
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gruppo nazionale, si ritirò dalla Dieta, la quale solo il 16 febbraio tornò ad essere completa. Dopo lunghi negoziati i socialisti avevano acconsentito a rientrare nel suo seno. Il medesimo giorno la Dieta votò una deliberazione nella quale i rapporti con la Germania vennero determinati diversamente che nella menzionata deliberazione dell'11 dicembre. Tuttavia, già il 21 dello stesso mese, questa deliberazione dell'11 dicembre fu richiamata in vigore e il 19 marzo fu raggiunto un accordo intorno alla dichiarazione definitiva da farsi alla Germania e alla preghiera da rivolgere a questa di riconoscere l'indipendenza politica della Lituania. Questo accordo era stato preceduto da conferenze dei Lituani con il Comando supremo dell'esercito e il Governo dell'Impero. Specialmente l'arcivescovo di Kowno si era messo personalmente in relazione con le supreme autorità dell'Impero ed era riuscito ad ottenere pieno accordo su tutti i punti fra le dette autorità e la rappresentanza legittima del popolo lituano, la Dieta nazionale, sulla base della deliberazione dell'11 dicembre, ossia la seguente:
1. La Lituania sarà costituita in Stato libero e indipendente, con un Governo monarchico cattolico.
2. Lo Stato lituano stringerà un'alleanza politica, militare ed economica perpetua coll'Impero germanico.
Per notificare questa definitiva deliberazione della Dieta si è recata a Berlino una Delegazione composta del Presidente della Dieta A. Smetona (Vilna) dei due Vicepresidenti dottor Georg Schauls (Vilna) e parroco Stangaitis (Panjemon presso Kowno) e dell'avvocato Wileischis (Vilna). Questa Delegazione fu ricevuta il 23 marzo dal
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Cancelliere al quale consegnò questa deliberazione della Dieta nazionale lituana.
All'imperiale Governo germanico.
La Taryba lituana, unica rappresentanza del popolo lituano, proclama, sulla base del riconosciuto diritto dei popoli di disporre di sé e della deliberazione del Congresso lituano tenuto in Vilna dal 18 al 23 settembre 1917, la restaurazione di uno Stato lituano indipendente, su base democratica, con capitale Vilna, e il suo distacco da tutti gli altri popoli con i quali sussistevano sin qui rapporti statali.
La Taryba lituana dichiara, contemporaneamente, che i fondamenti di questo Stato e i suoi rapporti con gli altri Stati dovranno essere determinati definitivamente da un'assemblea costituente, da convocarsi quanto prima, e che dovrà essere eletta da tutti gli abitanti con suffragio democratico.
La Taryba dichiara, inoltre, di essere, quanto ai rapporti dello Stato lituano con l'Impero germanico, del medesimo avviso manifestato dalla Taryba nella deliberazione dell'11 dicembre 1917.
Portando ciò a conoscenza dell'imperiale Governo germanico, la Taryba lituana domanda che lo Stato lituano indipendente venga riconosciuto.
In nome della Taryba lituana la Delegazione autorizzata:
firmati: dottor J. Schaulys
J. Stangaitis
Jonas Vileischis
Berlino, 23 marzo 1918.
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Alla Delegazione il Cancelliere diede la seguente risposta:
"In nome e per ordine di Sua Maestà l'Imperatore, quale rappresentante dell'Impero germanico, io devo dichiarar loro quanto segue:
Dopoché la Dieta nazionale lituana, la rappresentanza riconosciuta del popolo lituano ha annunziato, l'11 dicembre 1917, la ristaurazione di uno Stato indipendente unito con l'Impero germanico da un'alleanza perpetua e da convinzioni, specie nel riguardo militare, dei trasporti, delle dogane e del sistema monetario, e ha invocato la protezione e l'aiuto dell'Impero germanico nella ricostituzione di questo Stato; dopoché, inoltre, i passati vincoli statali della Lituania sono sciolti, la Lituania è riconosciuta come Stato libero ed indipendente dall'Impero germanico, sulla base della menzionata deliberazione della Dieta nazionale lituana dell'11 dicembre 1917.
L'Impero germanico è disposto ad accordare allo Stato lituano l'invocata protezione e aiuto nella sua ricostituzione, e prenderà, d'accordo con i rappresentanti del popolo lituano, le misure a ciò necessarie. Sarà, inoltre, provveduto a quanto occorre ancora per la determinazione del rapporto di alleanza con l'Impero germanico e per le convenzioni previste, che devono formare il contenuto dell'alleanza. Il Governo imperiale muove dal presupposto che le convenzioni da concludersi terranno conto egualmente degli interessi dell'Impero germanico come di quelli della Lituania, e che la Lituania partecipe-
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rà alle spese di guerra della Germania, che servirono pure alla sua liberazione. Un attestato scritto del riconoscimento sarà inviato alla Dieta."
Dopo il ricevimento dal Cancelliere la Delegazione lituana si raccolse a colazione con i rappresentanti dell'Auswärtiges Amt. Durante la colazione vennero pronunziati discorsi degni di nota. Il Presidente della Dieta nazionale lituana, Smetona, brindò, in tedesco, alla salute dell'Imperatore Guglielmo e alla prosperità del potente Impero germanico. Il capo dell'amministrazione militare in Lituania, von Falkenhausen, disse, nel suo brindisi, che l'Impero germanico desidera di rendere sempre più intime ed amichevoli le relazioni con lo Stato lituano; che egli alzava il bicchiere alla salute del neonato Stato lituano.
Intorno all'edificazione e allo sviluppo dello Stato lituano i delegati dichiararono a rappresentanti della stampa che circa la forma di Governo la Monarchia costituzionale è la forma più adatta per la Lituania. Nessun dubbio che la Costituente si deciderà per essa. L'esempio del Governo bolscevico non ha mancato di fare effetto. Una unione personale i Lituani la respingono perché con essa hanno fatto già le più cattive esperienze, tanto con la Polonia quanto con la Russia. Perciò essi preferiscono uno Stato indipendente con un Re alla testa. Nel campo religioso i Lituani non aspirano ad una Chiesa nazionale ma vogliono rimanere nel grembo della Chiesa cattolica romana. Essi domandano, però, un proprio primato cattolico romano, come lo hanno, per esempio, gli Ungheresi. Le decisioni della Dieta lituana sono contraddistinte da
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una logica rigorosa. Il riconoscimento della indipendenza lituana da parte del Governo e dell'Imperatore di Germania non significa altro che il coronamento di un'opera politica i cui fondamenti costituzionali vennero posti nel Congresso di Vilna. La prossima Costituente approverà, senza dubbio, quanto la Taryba lituana ha sin qui deliberato e ha esposto al Cancelliere con la sua dichiarazione. I delegati si mostrarono particolarmente lieti che Vilna fosse stata scelta definitivamente a capitale della Lituania. La popolazione totale del nuovo Stato sarà di circa tre milioni di anime su un territorio di 80-90000 chilometri quadrati. A questi tre milioni si dovrà aggiungere, forse, un milione di emigranti che vivono in maggioranza in America; sicché, tutto compreso, si tratterà di circa quattro milioni di uomini parlanti il lituano. In contrapposto alla statistica polacca i Lituani hanno potuto assodare, in base ad un censimento dell'anno 1915, che in Vilna vi sono soltanto dai tre ai 4000 Polacchi, 83000 Lituani parlanti il lituano, 35000 Lituani polacchizzati o russificati i cui genitori parlavano il lituano; oltre a ciò 70000 ebrei che hanno tenuto un contegno neutrale, ma che si batterebbero, in casi estremi, per quella parte che riuscisse a tenere in mano il Potere. È più che sicuro che gli ebrei, appena lo Stato lituano si sarà consolidato, si schiereranno dalla parte della Lituania. Ottimi sono i rapporti che intercedono fra i Lituani e gli Ucraini; non esistendo fra essi la benché minima ragione d'attrito. Il diritto elettorale che sarà introdotto in Lituania, avrà base democratica. Lo sviluppo del nuovo Stato si appoggerà essenzialmente sulle larghe masse del popolo, e precisamente sui piccoli possidenti, mentre i grandi latifondi sono in gran
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parte in mano ai Polacchi. Il medioceto non è ancora sviluppato, e gli strati intellettuali sono relativamente piccoli. Per la Lituania non esiste il pericolo del bolscevichizzamento. Il Lituano possiede un sano intendimento in quanto all'ordine e alla moralità, dimodoché il terrificante esempio dei Russi bolscevichi non ha fatto che accrescere questo sentimento. Ma anche un altro pericolo il giovane Stato lituano saprà toglier di mezzo, cioè la soppressione delle minoranze. I Lituani sono stati minoranza per secoli ed hanno tanto sofferto che si può esser certi garantiranno a tutte le minoranze, anche a quella polacca e israelita, il pieno sviluppo delle loro forze economiche e delle loro qualità intellettuali, molto più che lo sviluppo di queste minoranze con il loro multiforme talento non possono che essere di grande utilità allo Stato lituano ancora bambino. In quanto alla persona del Monarca non sono stati fatti ancora passi ufficiali verso nessuna casa dinastica, ma colloqui non impegnativi hanno avuto luogo. Del resto, su questo punto, sarà, in ultima analisi, la Costituente che dovrà decidere. Più probabilità di riuscita l'ha il Duca di Urach, cattolico, della Germania del sud, il quale accetterebbe la nuova dignità purché i Lituani gli rivolgessero ufficialmente la preghiera di accettarla.
Con qual gioia e soddisfazione i Lituani abbiano salutato il riconoscimento della loro indipendenza statale da parte dell'Imperatore di Germania, risulta da questo telegramma d'omaggio della Delegazione lituana all'Imperatore:
"A Sua Maestà l'Imperatore tedesco
Gran Quartiere generale.
Il Presidente e la Delegazione della Taryba lituana,
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ai quali il signor Cancelliere ha comunicato oggi il riconoscimento dell'indipendenza della Lituania, si permettono di esprimere alla Maestà Vostra i più sentiti ringraziamenti e la imperitura riconoscenza per avere il grande e potente Impero tedesco dato la libertà al popolo lituano che tanto ha sofferto per secoli e secoli, e per essere stato la prima Potenza che ne ha riconosciuta l'indipendenza. Noi siamo lieti perché certi che Germania e Lituania lavoreranno stremamente da vicini fedeli, alla nobile opera della pace e della riedificazione.
Smetona, Presidente,
Schauliys, Stangaitis, Wileischis Delegati."
Alla Delegazione lituana è giunta questa risposta imperiale:
Signor Presidente Smetona.
A Lei, signor Presidente, e ai membri della Delegazione lituana, i Miei più caldi ringraziamenti per il telegramma inviatomi nell'occasione del riconoscimento dell'indipendenza dello Stato lituano. Io mi sono rallegrato che la marcia trionfale delle mie truppe abbia liberato la Lituania dal giogo russo e mi abbia reso possibile di ristaurare la Lituania quale Stato libero e indipendente. In tal modo l'oppressione della sua vita nazionale ha avuto un termine dopo una lunghissima era di dolori. Son certo che la Lituania rifiorirà presto quale Stato, e che le strette relazioni che la uni-
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ranno d'ora in poi all'Impero tedesco, assicureranno e promuoveranno questo sviluppo stesso.
Guglielmo, I. R.
Fino alla costituzione definitiva dello Stato lituano sarà istituita una amministrazione unita tedesco-lituana, che sarà rappresentata in ogni ramo amministrativo da un impiegato tedesco e da uno lituano.
Empfohlene Zitierweise:
[Erzberger, Matthias], Il riconoscimento della Lituania, quale Stato libero e indipendente, da parte del g overno tedesco vom 27. März 1918 , Anlage, in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 9014, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/9014. Letzter Zugriff am: 19.07.2019.
Online seit 17.06.2011, letzte Änderung am 18.09.2015