Dokument-Nr. 194
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro
, 20. November 1925

Regest
Pacelli leitet ein Schreiben des Breslauer Fürstbischofs Kardinal Bertram zur Neuordnung der Militärseelsorge im Deutschen Reich weiter. Das Schreiben, das der Nuntius zusammenfasst, ist eine Ausarbeitung des einschlägigen Punktes des Protokolls der Fuldaer Bischofskonferenz vom August des Jahres, den Pacelli bereits in einem vorausgehenden Bericht zum Thema zitierte. Reichswehrminister Geßler schlug vor, das Amt des Feldpropstes in ein Reichsamt und ein Kirchenamt zu trennen. Bertram berichtet, dass sowohl die Fuldaer als auch die Freisinger Bischofskonferenz eine solche Trennung ablehnen, weil es immer nur ein untrennbares Kirchenamt gibt, das in diesem Fall Beziehungen zu zwei Autoritäten hat. Bertram bittet um eine Entscheidung des Heiligen Stuhls, sollte dieser die Frage nicht erst zum ungewissen Zeitpunkt des Abschlusses eines Reichskonkordats lösen wollen. Eine solche Verlängerung hält Bertram aber nicht für notwendig, da er davon ausgeht, dass das Reichswehrministerium mit den Vorschlägen des Episkopats einverstanden ist, vorausgesetzt diese finden die Zustimmung des Heiligen Stuhls. Pacelli weist in einer Fußnote darauf hin, dass der Papst dem Vorschlag der Bischöfe vorläufig bis zum Abschluss eines Reichskonkordats zustimmen könnte. Die Bischofskonferenzen sind sich darin einig, dass der Feldpropst in gewisser Weise dem deutschen Episkopat untergeordnet sein soll, selbstverständlich ohne Einschränkung der ihm erteilten Vollmachten, die er mit päpstlicher Genehmigung namens des Episkopates ausüben würde. Nach Einschätzung Bertrams zeigt die Erfahrung, dass ein Feldpropst, dem diese Bindung fehlt, zu sehr Reichsbeamter ist, während der Heilige Stuhl immer darauf hinwies, dass es sich um ein kirchliches Amt handelt. Darüber hinaus weist Bertram darauf hin, dass die ca. 30.000 katholischen Soldaten über das ganze Reichsgebiet verteilt sind, weshalb die Seelsorge ohnehin bei den Ortspfarrer liegt. Es scheint ihm nicht angebracht, diese Soldaten zwei getrennten Jurisdiktionen zu unterstellen. Pacelli kommentiert das Schreiben Bertrams nicht, da Gasparri seine Position bereits bekannt ist.
Betreff
Sulla nuova organizzazione dell'assistenza religiosa dei militari in Germania.
Eminenza Reverendissima,
L'Eminentissimo Signor Cardinale Bertram mi ha diretto in data del 10 corrente circa la questione della nuova organizzazione dell'assistenza religiosa dei militari in Germania una lettera, che stimo opportuno di trasmettere qui acclusa in copia all'Eminenza Vostra Reverendissima. Essa è uno svolgimento del punto 14 del Protocollo dell'ultima Conferenza vescovile di Fulda, che mi feci già un dovere di riprodurre nel mio rispettoso Rapporto del 10 Settembre p. p.
Il sullodato Eminentissimo comincia col riferire come il Sig. Ministro della Reichswehr da alcuni mesi desidera che si esamini la questione, se l'ufficio del Vicario castrense in quanto funzionario del Reich ("Reichsamt") sia, nei riguardi del nuovo progettato regolamento, separabile dall'ufficio ecclesiastico. Le Conferenze vescovili di Fulda e di Frisinga hanno creduto di dover rispondere negativamente, giacché non si tratta di due uffici separati
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ed insieme combinati, ma di un solo ufficio, che ha rapporto con due Autorità (ecclesiastica e civile). La separazione in due uffici è inconcepibile anche perché l'Autorità ecclesiastica non riconosce se non un ufficio ecclesiastico con facoltà ecclesiastiche, il cui conferimento da parte della medesima Autorità ecclesiastica non può essere preoccupato dal conferimento di un ufficio civile (Reichsamt) che secondo il concetto ecclesiastico non esiste separatamente dal primo.
In conseguenza di quanto sopra l'Emo Vescovo di Breslavia supplica di nuovo la S. Sede a voler dare una decisione circa l'anzidetta nuova organizzazione dell'assistenza religiosa dei militari in Germania, a meno che Essa non voglia prolungare lo stato attuale sino all'epoca, tuttora incerta, della conclusione di un Concordato col Reich . Tale dilazione però, <sempre a giudizio dell'Emo Bertram,>2 non è necessaria, essendovi motivo di ritenere che il Ministero della Reichswehr si accontenterebbe di un regolamento nel senso delle proposte dell'Episcopato, qual-
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ora la S. Sede dia ad esse la Sua approvazione('). Il Sig. Cardinale soggiunge che ambedue le summenzionate Conferenze vescovili rimangono sempre di opinione esser preferibile, dal punto di vista ecclesiastico e pastorale, che il Vicario castrense sia in certo modo sottoposto all'Episcopato della Germania, naturalmente senza restrizione delle necessarie facoltà, che egli con Pontificio beneplacito eserciterebbe in nome dei Vescovi. Se mancasse un simile legame coll'Episcopato, prosegue l'Eminentissimo, sorgerebbero divergenze e
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conflitti, ed un Vicario castrense del tutto esente sarebbe inoltre, come ha mostrato l'esperienza, troppo funzionario dello Stato e da questo dipendente, mentre la S. Sede stessa ha invece tanto insistito sul concetto che trattasi di un ufficio in prima linea ecclesiastico. Si aggiunga che i militari cattolici sono al presente in numero di circa trentamila, talmente dispersi in tutto il territorio del Reich, che quasi dovunque gli ecclesiastici non militari hanno la massima parte del lavoro nella loro cura spirituale; non sarebbe quindi opportuno di porre i detti ecclesiastici sotto due giurisdizioni del tutti esenti e separate.
Avendo già espresso, in passato, per ordine dell'Eminenza Vostra, il mio subordinato avviso sul presente argomento, altro non mi resta ora che di confermarmi, chinato umilmente al bacio della S. Porpora, con sensi di profondissimo ossequio
Dell'Eminenza Vostra Reverendissima
Umilissimo Devotissimo Obbligatissimo Servo
+ Eugenio Pacelli Arcivescovo di Sardi
Nunzio Apostolico
(')Nel succitato punto 14 del Protocollo dell'ultima Conferenza vescovile di Fulda si leggeva, tra l'altro: "Del resto apparisce desiderabile che l'assistenza religiosa dei militari sia regolata in modo soltanto provvisorio, lasciando il definitivo ordinamento di essa al Concordato col Reich". Qualora la S. Sede avesse difficoltà di dare adesso una decisione definitiva, potrebbe forse, se così piacesse al S. Padre, concedere per ora una approvazione soltanto provvisoria e quasi ad experimentum.
1Protokollnummer rekonstruiert aus Entwurf.
2Hds. eingefügt von Pacelli.
Empfohlene Zitierweise
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro vom 20. November 1925, in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 194, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/194. Letzter Zugriff am: 08.12.2022.
Online seit 24.06.2016, letzte Änderung am 01.02.2022.