Dokument-Nr. 4098
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro
München, 26. April 1925

Regest
Pacelli informiert über seine Recherche im Nuntiaturarchiv. Weil der preußische Kultusminister Boelitz in einer Note vom November 1924 betont hatte, der Heilige Stuhl habe vor der bei Reichsaußenminister Stresemann eingelegten Verwahrung nie die Erfüllung der vereinbarten Staatsleistungen an die Kirche beanstandet, und weil der Nuntius eine Wiederholung dieses Standpunkts für die Konkordatsverhandlungen mit Preußen erwartet, suchte Pacelli im Archiv nach solchen Beanstandungen. Unter dem Hinweis, nur wenig Material zu den Zirkumskriptionsbullen gefunden zu haben, führt er fünf einschlägige Dokumente aus den Jahren 1840, 1845 und 1851 an. Vorab referierte der Nuntius die Einschätzung des Kölner Erzbischofs Kardinal Schulte vom 6. März 1924, der von einer einseitigen und die getroffenen Konventionen ignorierenden Festlegung der Unterstützungszahlungen an die Geistlichen durch die preußische Regierung berichtete und die Staatsleistungen als zu niedrig qualifizierte. Pacelli bittet Gasparri, auch in den Vatikanischen Archiven nach einschlägigem Material suchen zu lassen.
Betreff
Sulla esecuzione delle Bolle di circoscrizione in Prussia
Eminenza Reverendissima,
Col mio rispettoso Rapporto N. 32368 del 15 Marzo p. p. ebbi l'onore di trasmettere all'Eminenza Vostra Reverendissima copia di una Nota del Sig. Ministro per la scienza, l'arte e l'istruzione pubblica in Prussia, nella quale, fra l'altro, si leggeva: "Poiché V. E. … torna nuovamente sulle rimostranze espresse al Sig. Ministro degli Esteri del Reich, mi sia permesso di far rilevare che prima di quel passo la S. Sede, per quanto riguarda la Prussia, mai non ha fatto osservazioni circa l'adempimento delle prestazioni fissate nelle Bolle, ed in particolar modo mai non ha mosso obbiezioni rispetto all'adempimento delle prestazioni medesime attuato dallo Stato mediante ogni possibile sforzo".
Siccome è da prevedere che nelle future trattative, allorché la S. Sede vorrà opporre allo Stato prussiano le sue molteplici inadempienze degli obblighi contenuti nelle Bolle di circoscrizione, il Governo replicherà nuovamente non aver mai la S. Sede medesima nei tempi passati mosso eccezioni al riguardo, – ho iniziato ricerche negli Archivi di questa Nun-
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ziatura allo scopo di chiarire un punto così rilevante. Pur troppo però (a differenza di ciò che concerne l'antico Concordato bavarese del 1817, per il quale trovai larga copia di documenti, che mi riuscirono preziosi nel corso dei recenti negoziati) ben poco ho potuto almeno sino ad ora, rintracciare circa l'applicazione delle Bolle anzidette; il che, del resto, è comprensibile, se si ricordi che esecutori delle medesime furono non già i Nunzi Apostolici, ma il Vescovo di Warmia, Giuseppe de Hohenzollern, per la Bolla De salute animarum , il Vescovo di Evaria, Giuseppe de Keller, per la Bolla Provida solersque , il Vescovo di Hildesheim, Francesco Egone da Fürstenberg, per la Bolla Impensa Romanorum Pontificum .1 D'altra parte, come mi scriveva l'Emo Sig. Cardinale Schulte, Arcivescovo di Colonia, in data del 6 Marzo 1924, "se ora ed anche prima della caduta del marco lo Stato ha fissato gli assegni degli ecclesiastici unilateralmente e senza riguardo alle Convenzioni concluse colla Chiesa, deve confessarsi che in ciò non è stata da un secolo senza colpa una certa indolenza dei Vescovi. È mancato finora sempre in Prussia un controllo superiore da parte della Chiesa, il quale verificasse se e fino a qual punto le prestazioni finanziarie dello Stato rimanevano al di sotto di quel che avrebbesi potuto reclamare in base ai diversi titoli giuridici".
Checché sia di ciò, ecco quali sono i documenti, che
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finora mi è stato possibile di rinvenire:
1º) Dispaccio dell'Emo Sig. Cardinale Lambruschini, Segretario di Stato, a Mons. Internunzio Apostolico in Monaco, N.  17883 del 6 Febbraio 1840, in cui, prendendo occasione da un articolo della Gazetta di Brema, si lamentano le mancanze del Governo Prussiano nell'adempimento della Bolla De salute animarum.
2º) Rapporto del Nunzio Apostolico in Monaco, Mons. Viale Prelà, N. 1217, dell'8 Febbraio 1845, in cui si riferisce un'asserzione del Ministro del Culto, che voleva far ricadere sulla S. Sede l'indugio frapposto alla esecuzione della Bolla De salute animarum in ciò che riguardava la dotazione delle Chiese.
3º) Dispaccio del sullodato Emo. Cardinale Lambruschini del 21 Febbraio 1845, nel quale si confuta tale asserzione. Questo documento coi due relativi Allegati venne poi pubblicato nell' Archiv für katholisches Kirchenrecht , t. 52, 1884, pag. 293 e seg.
4º) Rapporto del menzionato Nunzio N. 1259 del 29 Aprile 1845, in cui si narrano i passi fatti dai Deputati degli Stati provinciali per ottenere alfine dal Governo l'adempimento degli obblighi di dotazione assunti nella Bolla De salute animarum, nonché le premure svolte al riguardo da Mons. Geissel, Arcivescovo tit. di Iconio e Amministratore Apostolico di Colonia. In esso si legge pure: "Mons. Geissel si riserva di informare dettagliatamente l'Eminenza Vostra su di un oggetto così importante".
5º) Due lettere (in data 10 Luglio e 24 Agosto 1851) dell'Emo. Sig. Cardinale de Diepenbrock, Vescovo di Breslavia, a Mons.  Nunzio
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Apostolico in Monaco, ove si parla di una relazione da lui inviata all'Emo. Sig. Cardinale Antonelli, Segretario di Stato di Sua Santità, circa la urgente necessità di riprendere e condurre a termine l'esecuzione della Bolla De salute animarum. Il menzionato Emo Vescovo aggiunge pure: "En attendant j'ai saisi l'occasion, qui s'offrit au dernier passage du Roi à Breslau, pour parler à Sa Majesté de cette grave affaire et du rapport que j'en avais fait à Rome; et le Roi a très bien accueilli cette communication, exprimant son désir que l'affaire soit reglé avec justice et equité. Mais déjà le choix du Commissaire Apostolique est entouré de difficultés...".
Continuerò da mia parte le indagini; ma sarei profondamente riconoscente all'Eminenza Vostra, se si degnasse di ordinare ricerche anche negli Archivi della S. Sede, ove è più probabile che esista materiale sull'argomento. Sarebbe altresì assai utile di avere le relazioni di Mons. Geissel e dell'Emo Diepenbrock, di cui è sopra parola ai nn. 4 e 5.2
Dopo di ciò, chinato umilmente al bacio della Sacra Porpora, con sensi di profondissima venerazione ho l'onore di confermarmi
Di Vostra Eminenza Reverendissima
Umilissimo Devotissimo Obbligatissimo Servo
+ Eugenio Pacelli Arcivescovo di Sardi
Nunzio Apostolico
20r, oben neben dem Briefkopf hds. von unbekannter Hand, vermutlich vom Empfänger notiert: "accusato ricevimento col 41645".
1Passage von "furono" bis "Impensa Romanorum Pontificum" am linken Seitenrand hds. von unbekannter Hand, vermutlich vom Empfänger angestrichen.
2Passage von "Continuerò" bis "nn. 4 e 5." am linken Seitenrand in roter Farbe von unbekannter Hand, vermutlich vom Empfänger angestrichen und vermerkt: "ricercarle".
Empfohlene Zitierweise
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro vom 26. April 1925, in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 4098, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/4098. Letzter Zugriff am: 30.11.2022.
Online seit 24.06.2016, letzte Änderung am 26.06.2019.