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Dokument-Nr. 3042
Schioppa, Lorenzo an Gasparri, Pietro
München, 28. November 1918

Regest
Seit Tagen beschäftigte die gesamte deutsche Presse der Vorschlag Kurt Eisners an die Reichsregierung, die Akten der Bayerischen Gesandtschaft in Berlin zum Kriegsausbruch zu publizieren, da nur durch die volle Wahrheit das Vertrauen des Volkes für den Frieden gewonnen werden könne. Dies berichtete die "Bayerische Staatszeitung" am 26. November 1918. Vor allem wurden Auszüge aus den Berichten Graf Lerchenfelds veröffentlicht, so vom 18. Juli 1914, aus denen hervorgeht, dass die Reichsregierung in Zusammenhang mit dem unglückseligen österreichischen Memorandum an Serbien stand, weshalb Deutschland die Schuld am Ausbruch des Krieges trage. Der überwiegende Teil der deutschen Presse reagierte mit Missbilligung auf diese Veröffentlichung. So schrieb die "Germania", dass Eisner mit dieser Enthüllung dem Feind Deutschlands in die Hände spiele und die Politik und Diplomatie der Reichsregierung zum Wohl des deutschen Volkes unterlaufe. Die "Germania", so Schioppa zustimmend, fragt sich deshalb, wer Eisner, der sich anmaßend den Titel eines bayerischen Ministerpräsidenten zugelegt habe, wirklich sei. Unter dem deutschen Namen verberge sich ein Jude ostgalizischen Ursprungs, der als Vertreter des Proletariats die Manieren eines Grandseigneurs in einem Salonwagen angenommen habe. Er stehe in engen Beziehungen zum französischen Premierminister Clemenceau, wie er selbst betont habe. Zu dieser bayerischen Veröffentlichung sei außer der Missbilligung der Presse auch noch zu bemerken, dass der veröffentlichte Bericht nicht von Minister Lerchenfeld, sondern von Hans von Schön redigiert wurde; dass die damaligen bayerischen Minister für Kultus, Justiz, Finanzen und Verkehr Eisner erklärt haben, dass sie bis heute weder offiziell noch privat von dem genannten Bericht Kenntnis gehabt haben; dass gegen die Münchener Veröffentlichung das Berliner Außenministerium eine Erklärung veröffentlicht habe, in der erklärt wird, die Veröffentlichung spiele den Feinden Deutschlands und den Gegnern der Verhandlungen in die Hände. Sie sei durch den gegenwärtigen Vertreter Bayerns in Bern, Friedrich Wilhelm Förster, angeregt worden, der hierzu über einen Mittelsmann von Clemenceau veranlasst worden sei, da der Friede schneller erreicht werde, wenn Deutschland seine Kriegsschuld eingestehe. Zweifellos will Clemenceau den Deutschen die Kriegsschuld zuschieben, aber wer glaube, man könne durch ein solches Geständnis die Friedensbedingungen für Deutschland abmildern, habe ein falsches Bild vom Charakter des französischen Ministerpräsidenten. Inzwischen wurde der Unterstaatssekretär im Auswärtigen Amt, Eduard David, mit einer unparteilichen Überprüfung der Akten zur Vorgeschichte des Kriegs beauftragt. Mittlerweile bestritt auch der damalige Reichskanzler Bethmann-Hollweg in der "Deutschen Allgemeinen Zeitung", dass die Reichsregierung den Text des Ultimatums Österreichs gekannt habe und er selbst ihn, als er Kenntnis davon erlangt habe, als zu hart beurteilt habe. In diesem Interview spricht der ehemalige Kanzler auch vom Revanchismus in Frankreich, von den Anstrengungen Deutschlands, sich zwischen Wien und Petersburg einzuschalten, von den Enthüllungen im Prozess Suchomlinow und von der belgischen Frage. In Bezug auf Elsass-Lothringen erklärt er, die Schuld Deutschlands bestehe darin, nicht verstanden zu haben, dessen Bewohner so zu behandeln, dass sie allmählich ihre Nationalität vergessen. Vor allem aber müsse man gestehen, dass die Fehler des deutschen Nationalcharakters und das allgemeine Betragen der Deutschen zur kriegerischen Spannung beigetragen haben, die die Politik im letzten Jahrzehnt bestimmt hat. Die Agitationen der Alldeutschen schadeten im Ausland und im Inneren sehr; vor allem aber verursachte die deutsche Marinepolitik desaströse Feindschaften. Zu all dem gesellten sich noch die Fehler in der deutschen Innenpolitik. Inzwischen drohte Eisner mit dem Abbruch der Beziehungen zu den gegenwärtigen Vertretern des Berliner Außenministeriums. Damit brachte er die gesamte Berliner Presse jeder parteipolitischen Richtung gegen sich auf.
Betreff
Sulla colpa immediata della guerra
(con due Allegati)
Eminenza Reverendissima,
Facendo seguito al rapporto N. 3269 del 30 Dicembre 1917, credo mio dovere riferire a Vostra Eminenza Reverendissima intorno ad un avvenimento che da qualche giorno occupa tutta la stampa germanica, che certamente avrà una larga eco anche all'estero e che ha prodotto e senza dubbio produrrà notevoli conseguenze politiche.
La Bayrische Staatszeitung (N. 275 del 26 corrente) riproduceva la seguente nota ufficiale: "Il Ministro Presidente e Ministro degli Esteri bavarese Eisner ha da poco presentato al Governo Centrale la proposta di pubblicare gli atti sulle origini della guerra. Questa proposta è dettata dalla persuasione che solamente per mezzo dell'intiera verità può aversi fra il popolo quella fiducia che è il presupposto per una pace secondo il desiderio del popolo stesso. Il Ministro Presidente Bavarese da parte sua si occuperà di pubblicare dai documenti diplomatici bavaresi gli atti che chiariranno la preistoria della guerra mondiale. Innanzi tutto saranno
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pubblicati alcuni particolari tratti dai rapporti del Ministro Bavarese a Berlino, Conte Lerchenfeld. In un rapporto del 18 Luglio 1914 il Ministro Bavarese in Berlino Conte Lerchenfeld parla delle relazioni del Governo di Berlino e lo sciaguratissimo Ultimato austriaco alla Serbia."
Segue il testo del detto rapporto, testo che ho l'onore di qui unire (Allegato I). Secondo esso la Germania apparisce come direttamente colpevole dello scoppio della guerra, giacché era perfettamente a sua conoscenza il contenuto dell'Ultimato dell'Austria alla Serbia.
Questa pubblicazione del Governo Bavarese fu accolta dalla grande maggioranza della stampa con parole di vivissima riprovazione, quantunque si convenisse sulla necessità che il popolo venga illuminato sulle origini della guerra. "Ma, scriveva la Germania , è un'altra cosa, se un singolo Stato o un rappresentante di un singolo Stato debba farlo con una politica propria, la quale, più o meno direttamente, si appoggia a quell'uomo di Stato che tra i nostri nemici senza dubbio vuole il peggiore nostro male, e che certamente desidera ostacolare qualunque azione politica e diplomatica del Governo Centrale nell'interesse del popolo tedesco".
E qui il giornale fa un attacco al Signore Kurt Eisner, che vale la pena di riprodurre: "Si presenta la questione
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(dice la Germania) chi è veramente il Signor Kurt Eisner. Il pubblico lo conosce da poco quale Ministro Presidente Bavarese, come questo rappresentante del popolo orgogliosamente si chiama. Noi non vogliamo combattere la sua persona se siamo tentati di provare quale origine giudaica estgaliziana si nasconde sotto il sonante nome tedesco di Eisner e quali maniere da gran signore abbia assunto in un vagone-salone questo rappresentante del proletariato". (Infatti il Signor Eisner nella sua recente gita da Monaco a Berlino e viceversa ha viaggiato in un treno speciale reale). "Ma dobbiamo dare più importanza al fatto che egli è in continue relazioni col Ministro Presidente della Repubblica francese Clemenceau, come lo stesso Eisner ieri ha dichiarato nella conferenza degli Stati Federati della Germania, dicendo, che egli conosce la situazione dell'Intesa non dai giornali, ma da rapporti personali".
Oltre la riprovazione della stampa, vi sono altri fatti da notare intorno alla suddetta pubblicazione bavarese, e cioè
l°) La Legazione Bavarese a Berlino ha comunicato, che il rapporto pubblicato non fu redatto da quel Ministro Conte Lerchenfeld, ma dal Dr. Hans von Schön.
2°) Gli allora Ministri Bavaresi del culto, della
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giustizia, delle finanze e delle comunicazioni hanno dichiarato all'attuale Ministro Presidente di Baviera che fino ad oggi né ufficialmente né privatamente hanno avuto conoscenza del rapporto menzionato e dei fatti in esso contenuti.
3°) Il Ministro degli Esteri di Berlino ha pubblicato in proposito quanto segue: "Da parte del Ministero degli Affari Esteri è stato protestato contro la pubblicazione fatta a Monaco sulla preistoria della guerra. Essa, specialmente ora, che da parte dei nostri nemici si oppongono le più grandi difficoltà sulla via della pace, deve riguardarsi come un grave colpo per i nostri lavori politici. Si dà nelle mani dei nostri nemici e degli oppositori delle trattative un'arma, di cui essi sapranno servirsi. La pubblicazione suddetta sta in relazione col fatto che l'attuale rappresentante della Baviera in Berna, Prof. Guglielmo Förster ha consigliato il suo Governo, per insinuazione di un intermediario di Clemenceau, a pubblicare notizie sulla preistoria della guerra, giacché la confessione della Germania come colpevole della guerra potrebbe servire ad accelerare la pace. Secondo il nostro parere (continua il comunicato del Ministero degli Esteri di Berlino) non cade alcun dubbio che il Signor Clemenceau vuole arrivare al punto di metterci dalla parte del torto. Nel grave errore, che Clemenceau sia un uomo, che si lascia mitigare se noi pigliamo sulle nostre
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spalle la colpa della guerra, possono cadere solamente quelli, che hanno un falso concetto del carattere del Ministro Presidente francese. Dietro proposta del Segretario di Stato degli Esteri, gli atti del Ministero degli Esteri sono stati trasmessi al Sottosegretario Dr. David (del nuovo Governo repubblicano), affinché costui spregiudicatamente possa esaminare la preistoria della guerra e i relativi atti diplomatici".
Fin qui ciò che riguarda la pubblicazione del Governo Bavarese. Ora il Signor von Bethmann-Hollweg, già Cancelliere dell'Impero ha risposto alla su riferita pubblicazione bavarese in un'intervista concessa alla direzione della Deutsche Allgemeine Zeitung (All. II). In questa intervista l'ex-Cancelliere, fra le altre cose, dichiara che il Governo Tedesco non conosceva in realtà il testo dell'Ultimato dell'Austria alla Serbia e che egli, quando lo conobbe, lo ritenne come troppo duro. Bethmann-Hollweg prosegue a parlare dello spirito di revanche in Francia, degli sforzi fatti dalla Germania per interporsi tra Vienna e Pietroburgo, delle rivelazioni del processo Suchomlinow, della gravissima questione del Belgio e finalmente, ritornando alla questione dell'Alsazia-Lorena, come fu esposta dal Presidente Wilson, conclude: "La nostra colpa sta in ciò, che non abbiamo capito di fare all'Alsazia-Lorena un trattamento,
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che lasciasse dimenticare ai suoi abitanti poco a poco la loro nazionalità… Soprattutto dobbiamo riconoscere che per mancanza del nostro carattere nazionale e delle colpe della nostra condotta generale abbiamo contribuito alla tensione guerresca che riempì l'atmosfera politica non soltanto dell'ultimo decennio. Parole che potevano essere prese come provocazione sono state varie volte pronunziate. L'agitazione dei pangermanisti ci ha procurato i più grandi danni all'Estero come all'interno; soprattutto la politica della marina ci trascinò in contrasti disastrosi. A tutto ciò si aggiungono i difetti della nostra politica interna".
Quello che rappresenta il colmo in quest'avvenimento si è che il Ministro Presidente Bavarese, Kurt Eisner, stretto fra i rimproveri della stampa ed i comunicati e le proteste del Ministero degli Esteri Berlinese, ha spedito ieri sera al Ministro Bavarese in Berlino un telegramma in cui minaccia che il Ministero degli Esteri dello Stato Popolare (Volksstaat) troncherà qualunque relazione con gli attuali rappresentanti del Ministero Estero di Berlino…
Come riferisce il "Bayrischer Kurier" di oggi, tutta la stampa di Berlino, dal socialista "Vorwärts" agli organi pangermanisti si scagliano in una forma molto veemente contro la politica del Ministro Presidente Bavarese.
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I giornali di destra parlano della Germania come di un Manicomio e della sua politica come di una commedia ed una arlechinata <allercchinata [sic]>1, mentre i giornali di sinistra affermano che con la politica di Eisner la Germania si scinde, le Autorità si demoralizzano, e si preparano gravissimi danni. La "Lokal Anzeiger" arriva perfino a dire che Eisner è diventato un pericolo per la Germania.
Intanto in un lungo articolo del "Vorwärts" Erich Kuttner accusa Kurt Eisner di essere anch'egli compromesso sulle origini della guerra, giacché prima dello scoppio della guerra stessa affermò categoricamente che la guerra era inevitabile, avendolo saputo da fonte sicura e precisamente dal Ministero della Guerra bavarese, mostrando così di essere completamente nelle segrete cose…
Inchinato umilmente al bacio della Sacra Porpora, con sensi di profondissima venerazione ho l'onore di confermarmi
di Vostra Eminenza Reverendissima
Obblmo devmo umilmo servo
Lorenzo Schioppa
Uditore
1Hds. gestrichen und eingefügt von Schioppa.
Empfohlene Zitierweise:
Schioppa, Lorenzo an Gasparri, Pietro vom 28. November 1918 , in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 3042, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/3042. Letzter Zugriff am: 17.10.2019.
Online seit 02.03.2011, letzte Änderung am 29.09.2014